Il sistema di stampa

Esistono varie tecniche di stampa per la creazione di un francobollo "ordinario", inteso come stampato su carta e gommato sul retro:
- Tipografia
- Calcografia
- Offset
- Litografia
- Rotocalcografia
Oltre alla calcografia, abbiamo la rotocalcografia che è una evoluzione della precedente con macchine rotative, simili a quelle utilizzate nella stampa di giornali e riviste. Come introduzione recente abbiamo la flexografia, mentre la litografia è stata affiancata in tempi moderni dalla fotolitografia. Tutte queste tecniche hanno avuto la loro attuazione tramite le varie stamperie private o nazionali. Tra le private, un posto di rilievo tocca alla inglese Thomas de la Rue e le svizzere Müller e Courvoisier, mentre tra quelle di stato vi sono da lungo tempo l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, presente con nome diverso già dal Regno d'Italia, e l'austriaca Österreichische Staatsdruckerei.
Le due tipografie di stato menzionate svolgono anche la loro attività per altri paesi emittenti, a riprova dell'alto tasso tecnico raggiunto nel tempo, e a volte anche le vignette vengono disegnate da artisti interni alle tipografie; il Poligrafico serve anche la Città del Vaticano e in passato ha servito paesi che gravitavano attorno all'Italia, come la Somalia.

La filigrana

La filigrana è un dislivello nello spessore della carta del francobollo che ne determina un disegno leggibile controluce. Non tutti i francobolli hanno la filigrana. Spesso esistono francobolli della stessa emissione ma con filigrane diverse. Negli ultimi anni la filigrana è quasi caduta in disuso per via delle nuove tecnologie utilizzate nella stampa delle carte valori. In origine era uno degli elementi che serviva a garantire la sicurezza anticontraffazione nei francobolli.
La fornitura della carta fu affidata alla Cartiera Fabriano che era così impegnata alla fabbricazione delle bobine utilizzando il sistema "in tondo". Con tale sistema la pasta cellulosa idonea alla fabbricazione della carta, è fatta passare su un tamburo costituito da un reticolo di rame che ad essiccamento avvenuto, lascia impresso il dislivello voluto e forma appunto la filigrana.
Lo strumento utilizzato per esaminare la filigrana si chiama filigranoscopio oppure (metodo molto meno costoso) potreste utilizzare la benzina rettificata.

La gomma

La gomma è posta sulla faccia retrostante la vignetta, e viene inumidita per attaccare il francobollo all'oggetto da inoltrare per posta. Non tutti i francobolli possiedono la gomma.
Naturalmente non la possiedono più i francobolli timbrati che sono stati staccati dalla busta dopo apposito bagno in acqua (e un pizzico di sale, vi consiglio) e poi quelli che sono stati emessi fin dall'inizio senza. In filatelia, si distinguono i francobolli nuovi con gomma integra da quelli con traccia di linguella. La linguella è una piccola striscia di carta gommata di pergamino che viene applicata dal collezionista al verso del francobollo per farlo aderire su una pagina dell'album. Questa è una pratica oggi abbandonata in quanto la presenza di una traccia di linguella sul francobollo induce un deprezzamento di oltre la metà del valore.
Esistono vari tipi di gomma: lucida, liscia, opaca e codronata. Le gomme lucide sono quelle che col tempo vanno più soggette allo screpolamento.

La dentellatura

La dentellatura viene eseguita sui lati del francobollo da una macchina detta perforatore. Questa perforazione della carta consente un'agevole separazione degli esemplari stampati sullo stesso foglio. Il "passo" della dentellatura si misura con un apposito strumento detto odontometro. In Italia, con l'avvento dei francobolli adesivi, la dentellatura (così come la filigrana) è stata ormai abbandonata.
Esistono vari tipi di perforazioni a seconda del perforatore che è stato utilizzato.
Dentellatura lineare: si ha quando il perforatore è in grado di dentellare un solo lato del francobollo alla volta. Caratteristica di questo tipo di perforazione è il sovrapporsi dei fori nei quattro angoli dei francobolli.
Dentellatura a pettine: si ha con perforatori in grado di dentellare tre lati del francobollo contemporaneamente. In questo caso si crea un caratteristico salto tra l'ultimo foro della prima battuta di perforazione ed il primo di quella successiva.
Dentellatura a blocco: si ha quando il perforatore dentella tutti i lati del francobollo contemporaneamente e con una estrema regolarità di perforazione.

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